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I monumenti che Ravenna gelosamente custodisce, ci riportano al periodo aureo del suo passato: un secolo e mezzo, dal V al VI secolo, in cui divenne dapprima capitale dell'impero romano d'occidente, poi capitale del regno di Teodorico, e poi avamposto di Bisanzio in Italia e capitale dell'esarcato. In questi monumenti il Cristianesimo delle origini fissò in modo mirabile e duraturo le basi stesse di un'arte e di architettura peculiarmente cristiane. Un'arte e un'architettura certamente derivate dagli stili ellenistico-romani, ma anche assolutamente originali e coerenti con la nuova teologia. Così il rapporto tra interno ed esterno di questi edifici viene completamente ribaltato: alla dimessa ed essenziale forma esteriore fa contrasto la rutilante ricchezza interiore; e lo stesso privilegio dell'interiorità ispira le raffigurazioni che decorano le pareti e le volte di chiese e battisteri: la realtà si dissolve magicamente nel simbolo e l'immagine nel concetto. Un ineguagliabile trionfo dello spirito e della poesia. |